Salviamo il Pianeta
Produzione 2023
Mostra personale di
PAOLA ALVIANO GLAVIANO
L’inquieta e prolifica artista romana, Paola Alviano Glaviano, nella sua costante ricerca che da sempre la connota, focalizza da tempo la sua attenzione sul tema dell’ambiente, attraverso lo studio del processo chimico del riciclo che è la sua fase attuale. Come lei stessa dice i cartoni diventano testimonianza di una “esistenza” precedente che, attraverso il loro riutilizzo nel trasformarli in dipinti, diventeranno eterni… come è eterna ‘Arte in sé… denunciando attraverso le sue opere, i cambiamenti climatici e l’indifferenza dei leader mondiali, appoggiando i movimenti ambientalisti e mettendo in discussione la società dei consumi. Nasce cosi oggi “Salviamo il Pianeta” la sua ultima mostra, dedicata esclusivamente all’ambiente e alla natura, da cui emerge forte la convinzione che:
“l’uomo con la sua sete di dominio sta distruggendo il pianeta, nonostante la consapevolezza che sarà il pianeta, con i cambiamenti climatici di cui il sapiens è responsabile, a distruggere lui”
E dalle cui opere, una decina tra tele, cartoni ecc, di tecnica ad olio, acrilica o a bitume, che disegnano con efficacia la miseria umana, si leva il forte e purtroppo drammatico messaggio a salvaguardia del Pianeta, ed al contempo, la difficoltà delle persone nel percepire l’entità del pericolo della crisi climatica, a cui si rivolge. E le sue opere hanno la capacità di trasmetterne tutta l’urgenza. Ogni opera ricorda che tutti noi abbiamo a disposizione del tempo che, volendo, possiamo dedicare alla difesa del nostro Pianeta e, di conseguenza, del nostro stesso futuro. Se il ruolo dell’artista è quello di esprimersi e liberare il frutto delle proprie idee, quello del pubblico è quello di comprendere, recepire, interiorizzare il messaggio e – perché no – metterlo in pratica.
Da e con questa mostra, emerge la necessitá dell’artista Paola Alviano Glaviano, di “infiltrarsi nella cultura popolare” per innescare la miccia di un cambiamento di atteggiamento, inserendosi nella cosiddetta Arte del cambiamento climatico, che è un’arte che da un lato rende i dati piú accessibili ai non scienziati e trasmette in modo diretto lo status quo della crisi anche a coloro per cui numeri e parole non sono abbastanza, dall’altro esprime le paure delle persone per l’incertezza di un futuro imprevedibile. Quel che è certo è che, siano puramente artisti o scienziati-artisti, chi partecipa all’Arte del cambiamento climatico è ispirato da un collettivismo per il bene pubblico e dallo scopo di rendere la crisi climatica concepibile, comprensibile, vicina.
Cura: Maria Rita Bassano Ferretti
rbassano@libero.
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